Patologie andrologiche

PATOLOGIE ANDROLOGICHE
DISFUNZIONE ERETTILE
Per disfunzione erettile (DE) si intende la persistente o ricorrente incapacità di ottenere o mantenere un’erezione peniena adeguata al completamento dell’attività sessuale. Si possono distinguere tre tipi di disfunzione erettile:
- Disfunzione Erettile organica: la causa è riconducibile a patologie vascolari, neurologiche, ormonali o traumatiche
- Disfunzione Erettile psicogena: non correlata a cause mediche riconoscibili, si associa alla così detta “ansia da prestazione”
- Disfunzione Erettile mista: la componente psicologica e organica sono compresenti
Tra i fattori di rischio più significativi per Disfunzione Erettile ricordiamo l’età, il fumo di sigaretta, lo stile di vita, patologie, depressione, uso di farmaci.
Considerata la grande varietà di situazioni che possono determinare Disfunzione Erettile, è fondamentale l’inquadramento con un’attenta anamnesi. Le varie opzioni terapeutiche sono: terapia orale (inibitori delle fosfodiesterasi 5), la farmacoterapia intracaversona (iniezione di sostanze ad azione vasodilatatoria: PGE1), vacuum device (dispositivo di costrizione venosa) e, infine, in caso di insuccesso delle precedenti alternative, la terapia chirugica protesica. Le protesi peniene possono essere:
- Non idrauliche (semirigide/malleabili)
- Idrauliche (bicomponenti o tricomponenti): ad oggi le più utilizzate.
PATOLOGIE ANDROLOGICHE
EIACULAZIONE PRECOCE
L’eiaculazione precoce viene definita come l’incapacità di ritardare sufficientemente l’eiaculazione per avere un rapporto sessuale soddisfacente.
Colpisce fino al 75% della popolazione maschile, almeno in una fase della vita.
In base al periodo di insorgenza del disturbo distinguiamo:
- Eiaculazione precoce primaria: presente sin dall’inizio dell’attività sessuale
- Eiaculazione precoce secondaria: si sviluppa dopo un periodo di normale funzionalità
Nella stragrande maggioranza dei casi è su base psicogena, ma è comunque necessario escludere cause organiche.
Il trattamento, in base all’origine e alla gravità del quadro, si basa su terapia sessuologica comportamentale (tecniche di repressione del riflesso eiaculatorio) o, nel caso in cui non fosse sufficiente, terapia farmacologica.


PATOLOGIE ANDROLOGICHE
VARICOCELE
Il varicocele è una patologia caratterizzata dalla presenza di ectasie a carico del plesso venoso del testicolo secondarie a reflusso di sangue con conseguente stasi venosa.
È una patologia frequente, interessa più del 10% dei maschi adulti; storicamente è la prima causa di infertilità maschile. Il variococele può determinare un danno sia anatomico che funzionale del testicolo: nel 45-50% dei casi si sviluppa progressivamente un’ipotrofia testicolare e un’alterazione dello spermiogramma.
La diagnosi si basa su un attento esame obiettivo (a riposo e durante Manovra di Valsalva) e sull’esecuzione di un ecocolor Doppler dei funicoli spermatici.
La correzione del varicocele è esclusivamente chirurgica ed è finalizzata a ottenere un miglioramento della qualità del liquido spermatico o in caso di compromissione dello sviluppo testicolare.
La terapia chirurgica attuale si basa su due tipologie di intervento: la legatura e sezione della vena spermatica e dei suoi collaterali e la scleroembolizzazione.
PATOLOGIE ANDROLOGICHE
CIRCONCISIONE E FIMOSI
La circoncisione è un intervento che consiste nella rimozione più o meno completa del prepuzio, la cute che riveste il glande.
L’indicazione più frequente alla circoncisione è la fimosi cioè un restringimento del prepuzio tale da impedire o renderne difficoltosa e/o dolorosa la sua retrazione sul glande. Altre indicazioni sono date dalle lesioni sospette della cute prepuziale.
L’intervento di circoncisione viene generalmente effettuato in anestesia locale mediante iniezione alla base del pene di farmaci anestetici. In casi particolari, come bambini o pazienti particolarmente ansiosi, può essere necessario utilizzare una sedo-analgesia, effettuata dal Medico Anestesista.
La circoncisione viene di solito effettuata in regime di Day Hospital (poche ore di permanenza in reparto) o in ambito ambulatoriale. Il paziente, in posizione supina, viene sottoposto ad anestesia locale, si eseguono 3-4 iniezioni alla base del pene, si procede quindi alla rimozione del prepuzio, all’emostasi e alla sutura della ferita.
L’intervento dura circa 45 minuti; al termine il pene viene fasciato lasciando scoperto il meato uretrale per rendere possibile la minzione. I punti di sutura sono nella maggior parte dei casi in materiale riassorbibile e non necessitano di essere rimossi, cadono spontaneamente in media entro 15 giorni dall’intervento.


PATOLOGIE ANDROLOGICHE
IDROCELE
L’idrocele è una raccolta di liquido, più o meno voluminosa, all’interno della tunica vaginale, l’involucro che ricopre esternamente il testicolo. I soggetti più a rischio di idrocele sono i neonati e gli adulti di età superiore ai 40 anni.
Le cause di idrocele variano a seconda dell’età. Nei soggetti adulti, può dipendere da una riapertura del dotto peritoneo vaginale, un’infiammazione dei testicoli, la presenza di ritenzione idrica agli arti inferiori o un tumore al testicolo; tuttavia spesso non ha una causa nota. In genere, l’idrocele provoca gonfiore testicolare. Più raramente, può causare dolore e arrossamento allo scroto, e senso di pressione alla base del pene.
La diagnosi parte da un’attenta anamnesi e un accurato esame obiettivo, l’iter diagnostico si conclude con l’ecografia scrotale, la quale permette di confermare il sospetto di idrocele.
La chirurgia può rendersi necessaria per riparare e drenare un idrocele associato a sintomatologia importante o che crea disagio al paziente per una questione estetica.
L’intervento prevede un’incisione sullo scroto che permette di esteriorizzare il testicolo, di aprire la tunica vaginale facendo fuoriuscire il liquido e di praticare la sua resezione e eversione onde evitare possibili recidive.
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INDRATIO PENIS PLASTICA
L’Induratio Penis Plastica, altrimenti nota come Malattia di La Peyronie, è un disordine localizzato del tessuto connettivo che compone la tunica albuginea dei corpi cavernosi del pene.
Il quadro è determinato da un progressivo fenomeno di fibrosi che porta alla formazione di vere e proprie placche o cicatrici che possono andare incontro a calcificazione, modificando quindi la forma e la funzione del pene e causando la tipica sintomatologia consistente in erezione dolorosa, incurvamento del pene e, negli stati avanzati, deficit erettile. La causa precisa di questa malattia non è nota; negli anni sono state prospettate diverse ipotesi: infiammatorie, immunologiche, infettive.
La diagnosi di IPP viene posta valutando reperti fotografici del pene in erezione e attraverso il riscontro di una o più placche fibrose dei corpi cavernosi tramite ecografia peniena a pene flaccido e dopo erezione farmaco indotta.
La terapia si avvale inizialmente di trattamenti medici per via orale, farmaci per infiltrazione locale e approcci di tipo fisico locali (laserterapia, ultrasuoni, iono e/o iontoforesi con farmaci antinfiammatori ed onde d’urto).
Nelle fasi successive, raggiunta la stabilizzazione della malattia e della placca, si può procedere a terapia chirurgica attraverso plastica peniena, o, nei casi più avanzati associati a Disfunzione Erettile, attraverso l’impianto di una protesi peniena.


Dr. Francesco Sessa
Urologo
Specializzazioni
Sono il Dr. Francesco Sessa, ricopro il ruolo di Dirigente medico di I livello presso il dipartimento di Chirurgia Urologica Robotica, Mininvasiva e dei Trapianti Renali dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Careggi, Firenze e sono Dottore di Ricerca in Scienze Cliniche Dipartimento di Medicina Sperimentale e Clinica presso l’Università degli Studi di Firenze.
Alla base della mia pratica clinica quotidiana vi sono la gestione e la cura dei pazienti con patologie urologiche sia benigne che oncologiche, spaziando dal trattamento ambulatoriale sino alle più innovative ed efficaci tecniche chirurgiche, con all’attivo oltre 2.000 interventi di chirurgia urologica.
Il trattamento dei disturbi urinari correlati all’ipertrofia prostatica benigna, sono da sempre al centro della mia attività chirurgica e di ricerca scientifica, affiancando alla gestione clinico-ambulatoriale, laddove indicati, i trattamenti più innovativi e tecnologicamente all’avanguardia.
Con l’obiettivo di offrire una soluzione adeguata alle diverse esigenze individuali, in aggiunta alla resezione endoscopica bipolare della prostata con tecnica classica (TURP), vengono eseguiti regolarmente interventi disostruttivi con il laser a luce verde (green light laser, particolarmente indicato in pazienti con disturbi della coagulazione o in terapia con farmaci antiaggreganti e/o anticoagulanti) e con il laser ad Olmio (HoLEP). Campo di grande interesse sono inoltre le più recenti e promettenti tecniche mini-invasive, come il Rezum (utilizzando il vapore acqueo), l’Aquabeam (sfruttando un getto d’acqua) e l’ablazione dell’adenoma prostatico con laser interstiziale per via transperineale (EchoLaser – TPLA); in particolare per quanto riguarda quest’ultimo trattamento il Dott. Sessa riveste un ruolo di tutor qualificato in ambito nazionale ed internazionale, svolgendo regolarmente sedute dimostrative per chirurghi che si approcciano a tale tecnica.
Nell’ambito della patologia uro-oncologica, riveste un particolare interesse il trattamento mininvasivo del tumore di vescica, del rene e della prostata. Proprio per il tumore prostatico, oltre ad eseguire interventi di prostatectomia radicale con assistenza robotica, grazie all’esperienza maturata in centri di riferimento nazionali ed internazionali, è possibile offrire a pazienti idonei e altamente selezionati, anche soluzioni di terapia focale non invasiva con ultrasuoni focalizzati ad alta intensità (HIFU), permettendo il trattamento delle lesioni con risparmio della ghiandola prostatica e minimizzando i potenziali effetti indesiderati dell’intervento di prostatectomia (disfunzione erettile ed incontinenza urinaria).
Nel campo dell’Andrologia vengono effettuati tutti i più comuni interventi, in particolare il trattamento chirurgico dell’induratio penis plastica (malattia di La Peyronie), fastidioso e progressivo incurvamento dell’asta peniena.
L’interesse per le tecniche chirurgiche mininvasive trova spazio anche nel trattamento della calcolosi urinaria, per la quale possono essere offerti a seconda delle caratteristiche del singolo caso, diversi tipi di interventi, sia con accesso percutaneo (litotrissia Percutanea –PCNL; mini-PCNL; ECIRS) che attraverso approccio endoscopico (ureterorenoscopia semirigida e flessibile con l’utilizzo di laser).
Sono autore e coautore di oltre 140 articoli, abstracts e video pubblicati su riviste indicizzate e presentati a congressi nazionali ed internazionali, nonché membro delle principali società scientifiche urologiche nazionali ed internazionali (European Association of Urology, Società Italiana di Urologia, Società Italiana di Endourologia, Società italiana di urodinamica, Société Internationale d’Urologie).
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